C’era una volta in una sperduta valle della Norvegia, una famiglia di piccoli gnomi delle foreste, i TROLL. C’erano, papà e mamma troll e 5 fratellini uno più piccolo dell’altro, erano talmente piccini che tutti e 5 stavano nel palmo di una mano. Questi piccoli gnomi erano molto poveri perché a causa della loro statura non erano in grado di fare nessun lavoro per potersi guadagnare da vivere ed erano costretti ad abitare nella foresta dove potevano trovare frutti e bacche selvatiche di cui si cibavano per sfamarsi.Un giorno, il più giovane dei fratellini il piccolissimo TRDLO, camminando nella foresta alla ricerca di qualcosa da mangiare per sé e la sua famiglia, non si rese conto di essersi allontanato troppo e si perse.
Stava scendendo la notte e TRDLO incominciava ad avere un po’ di paura quando, camminando e camminando vide in lontananza la debole luce di una capanna. Avvicinatosi, si arrampicò fino alla finestra e vide una vecchina anch’essa molto piccola di statura che stava cucinando dei biscotti molto strani. Il piccolo TRDLO aveva molta fame e alla vista di quelle leccornie restò molto colpito tanto che perse l’equilibrio e cadde dalla finestra facendo un gran baccano. La vecchina allora uscì dalla capanna e vide TRDLO per terra.
Chi sei? Chiese la vecchina.
Sono TRDLO rispose lo gnomo!
Ma che razza di nome è, non si riesce a pronunciare, non c’è neanche una vocale? Aggiunse la vecchina.
Colpa dei miei genitori che hanno usato tutte le vocali nei nomi degli altri mie fratelli che si chiamano: AURICCHIO, ELUANA, AARON e IOLE.
La vecchina si mise a ridere e invitò TRDLO in casa e riprese ad impastare quegli strani biscotti arrotolati con un buco al centro e ne offrì uno a TRDLO.
Questi era affamato e subito diede un morso al biscottino, ma poi subito si fermò e si mise a piangere.
Cos’hai? Chiese la vecchina.
Questo biscotto è buonissimo, ma penso a casa mia dove mangiano solo bacche e frutti selvatici. Sicuramente mamma, papà, Aaron Eluana, Auricchio e Iole mi staranno aspettando! Rispose molto triste TRDLO.
Ha parlato il tuo cuore!! Sorrise contenta la vecchina. È proprio quello che mi aspettavo da te piccolo TROLET.
TRDLO si guardò intorno ma non vide nessuno con quel nome e con faccia stupita guardò la vecchina che nel frattempo si era illuminata di una luce dorata. Era la fatina del bosco che aggiunse: Il tuo cuore buono ha risvegliato il potere magico di questi biscotti. Va, torna casa, il biscotto che hai in mano ti indicherà la strada e subito dopo sparì in una luce dorata.
TRDLO rimase incredulo e stupito tanto che cadde a terra svenuto. Dopo qualche minuto si svegliò in mezzo alla foresta. Non c’era più la vecchina e nemmeno la sua casetta. TRDLO pensò di avere fatto un sogno e di essere svenuto per la fame, ma subito si ricredette perché gli era rimasto in mano lo strano biscottino con il buco e gli vennero in mente le parole della vecchina. Quasi per istinto prese il biscottino e lo avvicinò agli occhi per guardare attraverso il buco e d’incanto una luce scintillante uscì dal biscottino e gli indicò la via verso casa.
TRDLO aveva molta fame perché aveva dato solo un morso al biscottino, ma ora, che stava tornando a casa voleva farlo assaggiare anche alla sua famiglia. Tutto contento si mise a seguire quella luce e passo dopo passo si rese conto che la sua statura incominciava a crescere, a crescere a crescere e assieme a lui crescevano anche le dimensioni del biscottino che si era trasformato in una brioche dolce e dorata.
Arrivato nei pressi di casa sua TRDLO si era trasformato in un bel ragazzo.
Vedendo quel gigante i familiari di TRDLO furono presi dalla paura.
Non scappate, sono io!!! li rassicurò TRDLO.
TRDLO???? Chiese Auricchio …
Si sono proprio Io!!!! Mi sono perso nella foresta e la fatina del bosco mi ha dato questo biscotto magico che mi ha riportato a casa. È talmente buono che non ne ho più mangiato per darne un po’ anche a voi! Tutti contentissimi ne mangiarono a sazietà fino ad addormentarsi con la pancina piena.
Il giorno dopo, come di consueto, si svegliarono tutti all’alba per andare nel bosco in cerca di cibo, ma la loro sorpresa fu grande quando si resero conto che durante la notte erano tutti diventati grandi come TRDLO.
Tutti, subito si ricordarono della vecchina del bosco e dei suoi biscottini tanto che desiderarono farne degli altri. Però c’era un problema. I biscottini con il buco, ora che erano diventati grandi, non erano più in grado di farli, però TRDLO non si diede per vinto.
Se non posso fare i biscottini, farò le brioches con il buco - Pensò.
Prese un tubo di ferro, ci avvolse la pasta e la mise a cuocere sul camino, però la brioche sotto si bruciava e sopra rimaneva cruda.
Qui ci vuole un’idea! – Esclamò.
Prese una bicicletta, staccò la ruota posteriore e con la catena collegò il movimento dei pedali al tubo di ferro che girando lentamente sul fuoco fece cuocere a puntino la brioche. A turno i fratelli di TRDLO pedalavano sulla bicicletta per far cuocere quegli strani dolcetti di TRDLO che nel frattempo si era fatto chiamare TROLET in onore della fatina del bosco che lo aveva chiamato in quel modo.
In poco tempo la fama di TROLET e delle sue brioches con il buco, che da lui presero il nome, si diffuse in tutta la regione tanto che venivano da molto lontano per assaggiarle.
Con il passare del tempo i TROLET si diffusero in tutta Europa, passando dalla Cecoslovacchia fino ai paesi dell’Est per poi giungere fino a Ceresara, dove una allegra “Compagnia” di amiconi ha voluto riproporne la ricetta mossi dalla stessa voglia di TRDLO di fare qualcosa per gli altri.
Ancora oggi, infatti, la leggenda vuole, che tutti quelli che assaggiano questi dolcetti percepiscano ancora l’amore di TRDLO per i suoi cari e forse … chi vuole … può ancora vedere uscire dal cuore dorato dei TROLET la magica luce che può idealmente condurre ognuno di noi a casa tra il caloroso abbraccio dei propri cari.
Non a caso i TROLET di Ceresara saranno i dolcetti delle imminenti Feste di Natale.