sabato 13 giugno 2009

Ceresara: Prima "Festa de la Saresa"

L’importante presenza sul territorio comunale di questo tipo di coltivazione ha suggerito all’Associazione “Compagnia delle Torri” l’idea di promuovere questa importante tipicità ceresarese e i produttori locali attraverso l’organizzazione di una festa; festa che si è subito pensato di chiamare “Festa de la Saresa” che quest’anno si è tenuta il giorno 1 e 2 giugno. La scelta del termine dialettale non è stata casuale, in quanto era preciso intento creare un evento in grado di promuovere il singolare binomio “Saresa” (Ciliegia) e “Saresere” (Ceresara), il cui toponimo sembra derivare dal termine latino “Cerasus” (Ciliegio). Nonostante le paure e le incertezze della vigilia, l'assoluta novità della Festa ha subito colpito nel segno riscuotendo un grande riscontro di pubblico; un successo difficilmente prevedibile per una manifestazione alla sua prima edizione. La Festa ha esordito lunedì 1 giugno con l’apertura in prima serata in Piazza Castello di un particolarissimo bar dove si sono potute degustare ciliegie, prodotti e bevande legate al dolce frutto, il tutto accompagnato dal vivo dalla bravissima band “Francesco Palmas 4th” che con il suo Jazz ha fatto da sottofondo all'intera serata. L’originale formula è piaciuta e in poco tempo la piazza si è riempita di pubblico. La seconda giornata di martedì 2 giugno si è subito aperta anch'essa all’insegna del colore rosso, con i singolari binomi rosso ciliegia – rosso Ferrari e rosso ciliegia – rosso Ducati. Già dalla prima mattinata hanno iniziato ad affluire in Piazza Matteotti diverse grosse e rombanti Ferrari e nello slargo di Via Roma molti centauri in sella a veloci e scattanti moto Ducati, che hanno da subito suscitato il vivo interesse dei presenti. Contemporaneamente in Piazza Castello è esplosa la “colazione mania”, in quanto la proposta di preparare un'abbondante colazione arricchita di dolci alla ciliegia ha avuto un forte consenso da parte dei ceresaresi. La mattinata è poi proseguita con una suggestiva passerella di vetture e moto sulle vicine colline moreniche, Volta Mantovana, Cavriana e Guidizzolo, con sosta a Volta Mantovana per gli aperitivi. A mezzogiorno è stato inoltre organizzato presso il Capannone della Fiera un pranzo al quale hanno partecipato quasi 150 persone con menu ovviamente ispirato alla ciliegia. el pomeriggio presso il Centro Sportivo Comunale di Ceresara si svolta una gara di rombeggi per moto Ducati e una simulazione di pit-stop di un Team Ferrari GT2. La manifestazione sportiva ha suscitato un fortissimo entusiasmo da parte del pubblico e molti bambini hanno potuto provare l’ebbrezza di poter salire su una Ferrari per un giro intorno all’anello stradale che delimita il Centro Sportivo. Alle 17.00 la festa è poi continuata in Piazza Castello con una nuova prova del Palio delle Contrade basata su una singolare sfida a base di ciliegie, vinta da Borgo Possenta. In momento sicuramente maggiormente atteso della manifestazione da parte del pubblico è stata la suggestiva cena con menù dedicato alla ciliegia allestita lungo Via Roma all’ombra della Torre Civica, alla quale hanno partecipato moltissime persone; una partecipazione di molto superiore alle aspettative che ha causato qualche piccolo inevitabile problema organizzativo. Dopo la cena il pubblico è stato allietato dalle coreografie hip-hop della Scuola di danza Nuova Immagine di Stefania Roverselli di Guidizzolo. Durante tutta la manifestazione in Piazza Castello sono stati presenti gli stands dei produttori locali di ciliegie. La “Festa de la Saresa” è stato sicuramente un grande impegno organizzativo da parte della “Compagnia delle Torri”, ma i risultati ottenuti ripagano tutti gli sforzi compiuti dai volontari e dai sostenitori dell’Associazione.

Ceresara dedica un nuovo parco agli Alpini

Gli Alpini hanno scritto grandi pagine di storia: con la loro tenacia, sacrificando la loro vita per la Patria, uniti sotto un’unica Bandiera, sempre pronti a difendere i confini e sempre in prima linea quando le emergenze di calamità naturali come la tragedia del Vajont, il terremoto nel Friuli o il recente terremoto in Abruzzo, li ha visti organizzare soccorsi e ricostruzione, dando vita alla “solidarietà alpina”. Impegnati anche in missione di pace, gli Alpini sono i militari più affidabili e stimati dalle popolazioni che vivono la tragedia della guerra. L’elemento determinante e caratteristico degli Alpini è lo spirito di corpo: un cemento complesso che unisce in ogni momento e condizione. Così nel 1919 al termine della grande guerra viene fondata l’A.N.A. – Associazione Nazionale Alpini, nata per “Onorare i morti aiutando i vivi”. Un’associazione d’Arma che conserva intatti valori quali spirito di sacrificio, laboriosità, fedeltà alla bandiera ed alla Patria, solidarietà verso i poveri e i disagiati o bisognosi, onestà, rispetto delle leggi e delle istituzioni, difesa delle tradizioni e della religione. Così, nel 1958 ad Asola, il Sergente Alpino Franco Galeotti, reduce da due campi di concentramento tedeschi e francesi, dai quali era sempre evaso, insieme ad altri alpini della zona, dava vita al Gruppo Alpini di Asola – dell’Associazione Nazionale Alpini – sezione di Cremona. Il gruppo - che oggi conta oltre 90 iscritti, tra i quali diversi ceresaresi, da cinquant’anni cammina impegnandosi concretamente in opere e fatti concreti a favore della società. Dopo i festeggiamenti tenutisi ad Asola nel corso del 2008 per il cinquantesimo anniversario della fondazione del locale Gruppo alpino, anche Ceresara ha voluto ricordare questo glorioso corpo con l’inaugurazione domenica 24 maggio di un monumento e l’intitolazione di un nuovo parco cittadino in Via Trifoglio che ha preso il nome di “Parco degli Alpini”. Come gesto di riconoscimento il locale Gruppo asolano ha voluto organizzare un’intesa mattinata che si è aperta con l’arrivo della Fanfara Alpina di Scanzorosciate e l’ammassamento di Alpini e cittadini in Piazza Castello. Dopo la Santa Messa presso la Chiesa Parrocchiale e gli Onori ai Caduti, il corteo accompagnato dalla Fanfara ha sfilato sino al “Parco degli Alpini” e dopo la cerimonia di inaugurazione del monumento e di intitolazione del Parco, ha organizzato un grande pranzo Alpino presso il Capannone della Fiera di Ceresara al quale hanno partecipato alcune centinaia di persone. La cerimonia ufficiale di domenica 24 maggio è stata preceduta dalla mostra fotografica “Nulla per apparire, tutto per essere” (motto del 5°) che si è tenuta dal 16 al 24 maggio presso la Sala Polivalente della Biblioteca Civica “Ferrante Bandera”, curata mirabilmente da Rosanna Viapiana, nella quale sono state raccolte immagini (alcune delle quali di nostri concittadini) e documenti che ripercorrono la vita associativa del Gruppo Alpini di Asola: dalle commemorazioni ai caduti ai momenti aggregativi, dalla naja alle radunate nazionali, passando per le opere di solidarietà. Scopo della mostra era quello di rappresentare concretamente l’opera silenziosa degli Alpini sempre presenti a tutte le richieste della comunità locale, del territorio e non meno della nostra Nazione anche oltre i confini, portando il loro contributo pratico, economico e morale.

Seconda Biciclettata delle Torri

Dopo la prima riuscitissima edizione della Biciclettata delle Torri, l’Associazione “Compagnia delle Torri” di Ceresara ha organizzato anche quest’anno domenica 17 maggio una nuova scampagnata in bicicletta per il territorio ceresarese, tra corti, cascine e luoghi di interesse storico, con partenza dal capoluogo dalla centralissima Piazza Castello, alla quale hanno partecipato circa 200 persone. Dopo la registrazione e la partenza, il lungo serpentone di biciclette è stato impegnato in un percorso di quasi 24 Km; una lunga e rilassata pedalata che - nonostante il gran caldo - tutti i partecipanti sono riusciti a completare senza problemi tra quattro chiacchiere e qualche canzone. L’itinerario prevedeva il passaggio per le frazioni di San Martino Gusnago e Villa Cappella, passando per la Chiesa del Santuario della Possenta. Lungo il tragitto sono state organizzare due soste ristoro: una presso Corte Basalgana a Villa Cappella e l’altra alle Tezze presso la Cascina Burato, che lo stesso giorno era aperta anche in occasione della manifestazione “Per Corti e Cascine”. In perfetto orario sulla tabella di marcia i ciclisti, dopo aver completato il percorso, hanno partecipato al pranzo allestito presso il Capannone della Fiera di Ceresara. Dopo l’attività di animazione alla lettura promossa dalla Biblioteca Civica “Ferrante Bandera” nell’ambito della manifestazione regionale “Fai un Pieno di Cultura” che si svolgeva nella stessa data, molti bambini hanno potuto assistere alla presentazione del primo prototipo di Trabucco, antica arma da assedio medioevale che i soci della Compagnia delle Torri hanno costruito, e hanno potuto provare alcuni giochi storici come i trampoli e le assi. L’Associazione “Compagnia delle Torri” - in considerazione del crescente e forte risconto che l’iniziativa ha riscosso tra la popolazione ceresarese - da appuntamento per il prossimo anno per una nuova edizione della “Biciclettata delle Torri”.

Una gita a Badia a Passignano

Salendo fra i boschi, gli ulivi e i vigneti che costeggiano la riva destra del fiume Pesa, nell’area di pertinenza del Chianti Fiorentino, improvvisamente ci appare l’imponente e turrita mole della Badia a Passignano, classico esempio di abbazia medioevale fortificata, attorniata da un grazioso borgo formato da piccole casette in pietra e da una duecentesca casa-torre. Il complesso monastico, autentico scrigno d’arte fondato nel 1049 dal monaco vallombrosano Giovanni Gualberto, venne edificato su un preesistente edificio medioevale e presenta pianta quadrata con quattro torri angolari di cui la più elevata, modificata in epoca successiva, funge da torre campanaria. Nel XV secolo l’abbazia venne ampliata con la realizzazione di nuove mura e impreziosita con l’elegante chiostro affrescato. Un viale di cipressi, immerso nella quiete e nel silenzio più assoluti, ci accompagna fino alla piazzetta su cui prospettano il portone d’ingresso del monastero e la facciata della chiesa, edificata nel XIII secolo ed intitolata a San Michele Arcangelo, che presenta un portale duecentesco con lunetta ottocentesca raffigurante Madonna con Bambino ed Angeli e, sulla sommità, una statua marmorea di San Michele nell’atto di trafiggere il drago. L’interno, a croce latina con unica navata, viene diviso prima del coro monastico da un tramezzo ligneo del 1549 impreziosito da due tavole coeve della scuola di Ridolfo del Ghirlandaio. Il coro ligneo, realizzato nello stesso periodo dal monaco vallombrosano Michele Confetto, compisce per le teste femminili posizionate fra gli stalli e per le incisioni in ebraico da un lato ed in greco dall’altro. Le pareti della navata sono affrescate con scene di vita degli Apostoli di Nicola Nasini, mentre dietro all’altare maggiore si trova la Cappella di San Michele Arcangelo, affrescata nel 1598 da Domenico Cresti, detto il Passignano, nella quale si possono ammirare l’Eterno Padre in Gloria, le Virtù, i Profeti e le Sibille, gli Evangelisti; anche le tre tele presenti sono opera dello stesso autore. A sinistra dell’altare maggiore merita attenzione la Cappella del Santo Fondatore Giovanni Gualberto. Venne decorata nel 1580 da Alessandro Allori, con scene che celebrano la gloria del santo, fra cui ricordiamo l’affresco di maggior pregio, anche per le notevoli dimensioni, raffigurante la “Ricognizione delle Reliquie di San Giovanni Gualberto”. Di pregevole fattura sono anche le tre tele fra cui quella dell’altare centrale rappresenta “la consegna ai monaci della Bolla Papale di Celestino V”. A destra dell’altare maggiore si trova la Cappella dei Santi Sebastiano e Atto, affrescata da Benedetto Veli nel 1609 con episodi della vita di San Atto, fra cui spiccano “l’udienza concessa da Papa Innocenzo II all’abate Atto” e “l’esposizione del corpo dello stesso Atto nel Duomo di Pistoia”. Sotto al transetto è posizionata la cripta absidata unico elemento rimasto della chiesa primitiva risalente all’XI secolo, dove fu sepolto inizialmente il Fondatore Giovanni Gualberto. Una volta risaliti dalla cripta entriamo nell’adiacente Sacrestia quattrocentesca, dove sono custoditi un tabernacolo scolpito in pietra serena con sportello dipinto, il reliquiario del Santo Fondatore, otto pregevoli tele e diversi busti di santi in terracotta del sei - settecento. L’antico Refettorio è uno degli ambienti più prestigiosi in quanto conserva l’affresco “dell’Ultima Cena” eseguito nel 1476 da Domenico e Davide Ghirlandaio, sul quale sono posizionate due lunette raffiguranti la “Cacciata dal Paradiso” e “L’uccisione di Abele”, opere di Bernardo Rosselli datate 1472; sempre nel Refettorio sono custoditi due affreschi strappati di Filippo Filippelli.
La Sala Capitolare, con apertura sul Chiostro è impreziosita da un “Ecce Homo” e da “un’Annuciazione” del Filippelli, mentre il Chiostro, edificato nel 1470 su progetto di Jacopo Rosselli, presenta a pianterreno ampie arcate a sesto ribassato e volte a crociera poggianti su colonne; il piano superiore, con copertura sostenuta da colonne, è affrescato con scene della vita di San Benedetto realizzate dal Filippelli nel 1483. Scendiamo ora nei sotterranei della Badia, dove si trovano le antiche cantine della famiglia Antinori, proprietaria dei vigneti che circondano il borgo; visitandole possiamo comprendere come l’ottima posizione, la corretta areazione, la temperatura costante costituiscano fattori ideali per la conservazione delle secolari botti d’invecchiamento da cui si ottiene l’eccellente Chianti Classico Riserva di Badia a Passignano, fiore all’occhiello della produzione vinicola toscana.
Terminata la vista all’interno dell’abbazia possiamo ammirare la suggestiva bellezza del piccolo borgo immerso nei cipressi e chiuso dalla caratteristica casa-torre duecentesca.
Completiamo la nostra visita con la chiesetta di San Biagio posta accanto alle mura della badia, costruita nel 1080 con funzione di oratorio per consentire agli abitanti del borgo di frequentare le funzioni liturgiche e riedificata nelle forme attuali nella prima metà del XIV secolo. All’interno sono conservati resti di affreschi eseguiti nel 1488 dal Filippelli con evidente richiamo allo stile del Ghirlandaio; di pregevole fattura è anche il paliotto dell’altare in scagliola del 1698.

A Tavola con "La Zucca"

Lasagnette di carta da musica e funghi

Tempo: 40 minuti
Ingredienti per 4 persone;
400 gr. besciamella pronta;
300 gr. misto di funghi surgelati;
240 gr. pane carta da musica;
100 gr. Mozzarella;
Grana padano;
30 gr. di burro;
50 gr. passata di pomodoro;
brodo, sale, pepe.

Preparazione:
Scaldate il brodo. Cuocete nel burro i funghi, a pezzetti ma ancora surgelati; salateli e pepateli. Intiepidite la besciamella e diluitela con un mestolino di brodo. Tuffate nello stesso un terzo della carta da musica, quindi estraetela con una paletta forata. Fatene uno strato in 4 tegliette da forno da porzione (o in un'unica pirofila). Copritelo con strati alternati di mozzarella a fette, funghi, besciamella, grana grattugiato e altra carta da musica ammorbidita nel brodo. Guarnite l'ultimo strato di carta da musica con besciamella, pezzi di fungo, grana grattugiato e passata di pomodoro. Infornate a 190° per 20 minuti.

Involtini primavera di trota con spiedini di gamberetti

Ingredienti per 4 persone:
4 filetti di trota salmonata Gamberetti;
Vino bianco secco;
300 gr di piselli;
3 scalogni;
Rosmarino;
Brodo vegetale;
Olio extravergine di oliva;
Sale e pepe;
Cannella.
Preparazione:
Lessate i piselli, scolateli e metteteli da parte in una ciotola. Preparate il brodo vegetale e quando è pronto versatene in una seconda pendola mezzo litro a cui aggiungerete qualche ciuffo di rosmarino che lascerete in infusione. Nel frattempo sgusciate i gamberetti e infilateli crudi in uno spiedino di legno. Metteteli sul piatto di portata. Intanto preparate un soffritto con poco olio e gli scalogni tagliati a fettine molto sottili. Fate rosolare innaffiando con vino bianco secco e continuate la cottura facendo stufare a fiamma bassa. Spegnete il fuoco quando gli scalogni sono ben teneri. Intanto scaldate il forno a 180 gradi. Disponete i filetti di trota in una teglia da forno rivestita di carta da forno e preparate gli involtini: sistemate al centro di ogni filetto un cucchiaino di piselli e un cucchiaino di scalogni; chiudete bene ogni involtino, spennellate con olio d’oliva e spolverate con sale e pepe. Mettete in forno caldo e fate cuocere per 10-15 minuti al massimo. Nel frattempo preparate una crema di piselli frullandoli con il minipimer nella “prima pentola” del brodo vegetale (quella senza rosmarino) e fate cuocere fino ad ottenere una salsa cremosa e densa. Quando è pronta mettetela in una ciotola che presenterete assieme al piatto di portata.Regolate di sale e pepe. Quando gli involtini di trota sono cotti toglieteli dal forno e disponeteli nel piatto di portata di fianco agli spiedini di gamberi crudi. Scaldate portando quasi ad ebollizione la pentola di brodo vegetale con il rosmarino in infusione e versate in una teiera. Portatela in tavola assieme al piatto di portata principale e alla ciotolina di salsa di piselli precedentemente preparata. Servite un involtino a testa e uno spiedino di gamberi assieme alla salsa di piselli. Gli ospiti “cuoceranno” da sé i gamberi intingendoli nell’infusione bollente di brodo al rosmarino e li gusteranno al punto di cottura desiderato. Per aggiungere più aroma al piatto spolverizzate con un pizzico di cannella.

Strùdel estivo ai frutti di bosco

Ingredienti:
Per la pasta:
gr. 150 di farina;
l'albume di un uovo;
un pizzico di sale;
gr. 50 di burro;
un cucchiaio di acqua tiepida;
un cucchiaio scarso di zucchero;
Per il ripieno:
1 cestino fragoline di bosco;
1 cestino mirtilli;
1 cestino lamponi;
2 mele renette;
3 cucchiai colmi di zucchero;
la buccia grattugiata di un limone;
gr. 30 di pinoli;
2 cucchiai di mandorle spellate;
2 cucchiai di pangrattato;
gr. 100 di burro;
un tuorlo d'uovo;
burro per ungere la teglia;
zucchero a velo.

Preparazione:
Impastate sulla spianatoia la farina, lo zucchero, il sale, l'albume e il burro a pezzetti. Formate un impasto morbido e liscio, fatene una palla, copritela con una pentola rovesciata calda, che non tocchi la pasta, lasciatela riposare un quarto d'ora. Appoggiate la pasta su un tovagliolo grande leggermente infarinato e spianatela sottilissima col mattarello in forma il più possibile ovale. Ungete con un pennello piatto la superficie della sfoglia con burro sciolto, lasciando libere due dita di pasta tutt'intorno; appoggiatevi i frutti di bosco, le mele affettate e, distribuitevi sopra il pangrattato che avrete fatto insaporire in gr. 50 di burro, i pinoli interi e le mandorle spezzettate, lo zucchero e la buccia di limone.Sollevate i lembi del tovagliolo e arrotolate lo Strudel su se stesso, non stretto, servendovi solo del tovagliolo. Schiacciate questo rotolo alle due estremità. Mettete lo strudel su una teglia grande imburrata, aiutandovi col tovagliolo, pennellate la superficie col tuorlo d'uovo leggermente sbattuto con burro sciolto e cuocete in forno a 200° per una ventina di minuti, portando poi il calore a 180° per altri tre quarti d'ora circa. Sfornatelo e spolverizzate con zucchero a velo.

Spiedini di frutta con pan di spagna e yogurt greco

Ingredienti per 4 persone:
Yogurt greco intero;
1 cucchiaio di miele d’acacia;
1 tazzina da caffè di panna liquida;
2 dischi di pan di spagna;
Kiwi;
Banane;
Lamponi;
Fragole;
Mele;
Ananas;
altra frutta a piacere;
marmellata di fragole.

Preparazione:
Disponete i dischi di pan di spagna sul piano di lavoro e spalmate su uno dei due uno strato di marmellata di fragole. Sovrapponete i due dischi, premete leggermente e con delicatezza per chiuderli e tagliateli con un coltello affilato ricavando dei piccoli rettangoli. Nel frattempo lavate e tagliate la frutta in piccoli pezzi il più possibile regolari e mettetela a bagno (tranne i lamponi) in una ciotola con acqua, limone e zucchero. Poi mettete lo yogurt in una ciotolina e aggiungete un cucchiaino di panna liquida e un cucchiaio abbondante di miele d’acacia. Amalgamate bene aggiustando con la panna fino ad ottenere una crema molto fluida. Conservatela in frigorifero fino al momento di servire. Scolate e asciugate con delicatezza la frutta e preparate gli spiedini: infilate alternando i pezzi di frutta e i cubetti di pan di spagna. Disponete sul piatto di portata e servite accompagnando con la crema fredda di yogurt.