venerdì 12 marzo 2010

Una gita a Soave

Nella pianura veronese distesa ai piedi dei Monti Lessini, in posizione pressoché intermedia tra le città di Verona e Vicenza, si trova la cittadina di Soave, caratteristica per l’intera cinta muraria, intervallata da ventiquattro torri, che la circonda e famosa per il rinomato vino omonimo che detiene il primato del bianco italiano più esportato all’estero. Soave gode di una posizione geografica invidiabile, in quanto attorniata da fertili colline che degradano dolcemente verso la pianura proteggendola dai venti freddi provenienti dal nord. I primi insediamenti umani risalgono all’età della pietra ma fu in epoca romana che si sviluppò un importante villaggio lungo la via Postumia. Tuttavia l’attuale centro storico fu fondato dagli Svevi tra il V e il VI secolo in piena dominazione longobarda. Attorno al mille fu possedimento dei Conti Sambonifacio per poi passare alla famiglia feudale dei Greppi. Il fortilizio crebbe d’importanza con l’avvento degli Scaligeri che restaurarono e rinforzarono il castello. Alla caduta della gloriosa dinastia scaligera, avvenuta nel 1387, un continuo susseguirsi di conflitti portò la cittadina sotto il dominio dei Visconti di Milano, dei Carrara di Padova, della Serenissima di Venezia. Nel 1508 gli alleati della Lega di Cambrai sconfissero i veneziani detenendo il potere sulla città fine al 1511, anno in cui Venezia, sostenuta dagli abitanti di Soave, scacciò gli alleati riaffermando la propria autorità. Dopo queste ultime vicende belliche iniziò un lungo periodo pacifico che durò fine all’avvento napoleonico. La nostra visita non può che iniziare varcando la poderosa Porta Verona, dalla quale si snoda via Roma, asse viario principale dell’antico nucleo medievale. In una traversa sulla destra si trova il duecentesco Palazzo Sambonifacio, mentre poco più avanti, sulla sinistra prospetta la facciata della chiesa Parrocchiale di San Lorenzo, realizzata nel 1758 e ampliata nel 1884, con facciata in stile neorinascimentale caratterizzata da colonne ioniche. L’interno, ad unica navata, presenta altari barocchi e pregevoli dipinti di artisti importanti come Morone, Farinati, Cignaroli. Subito dopo, quasi di fronte alla parrocchiale, possiamo ammirare l’elegante Palazzo Cavalli, edificato nel 1411 in stile gotico veneziano, con finestre trilobate ad arco acuto e sottostante loggia. E’ seguito dal Palazzo di Giustizia che chiude Piazza Antenna, eretto nel 1375 da Cansignorio della Scala, con loggia a quattro portoni ad arco acuto con finestre ogivali; la sommità presenta merlature ghibelline e al centro della facciata merita attenzione una Madonna marmorea del XV secolo circondata da un affresco con santi del XVI. Una breve deviazione a destra ci consente di raggiungere la Chiesa di Santa Maria dei Domenicani risalente al 1443, costruita in stile lombardo con campanile sormontato da cuspide conica, ingentilito da pinnacoli e all’interno interessanti tracce d’affreschi del XV secolo. Proseguendo per via Camuzzoni troviamo a destra Palazzo Moscardo (XVII sec.) e a sinistra Palazzo Pullici (XV sec.), indiscutibili esempi di elegante architettura civile, che precedono il Palazzo Scaligero, realizzato nel XIV secolo per volontà di Cansignorio della Scala nei pressi di Porta Aquila, che fu sede dei Pretori e dei Governatori di Soave e in seguito dei Capitani della Serenissima; oggi l’edificio ospita la sede municipale e fra le sue pertinenze annovera un suggestivo giardino botanico attraversato da un’irta scalinata che conduce velocemente al soprastante castello. Oltrepassata la vigorosa Porta Aquila e usciti dalla cinta muraria, ci addentriamo in Borgo Bassano dove possiamo visitare la Chiesetta di San Rocco, costruita nel XV secolo e più volte rimaneggiata, con bel campanile romanico e, all’interno, Madonna con bambino e San Giovanni Battista, opera attribuita a Francesco Torbido. Poco più avanti, svoltando a sinistra, intravediamo il Santuario intitolato alla Madonna della Bassanella, originario del 1098 ma realizzato nelle forme attuali nel corso dell‘800. All’interno sono custoditi mirabili affreschi del XIV secolo raffiguranti San Benedetto, Santa Scolastica e San Cristoforo, sculture e preziose reliquie di santi. La strada, attorniata da filari di vigneti, sale disegnando un ampio tornante che precede di poco il possente torrione munito di ponte levatoio, principale accesso al castello, sul quale spicca nella parte alta un’edicola con statua di San Giorgio.
Varcato il torrione, entriamo nel primo cortile realizzato dai veneziani nel XV secolo, caratterizzato dai resti di una chiesetta a tre absidi, risalente al X secolo, che veniva usata dalla popolazione locale come luogo di rifugio in caso di pericolo. Attraverso una porta munita di saracinesca sormontata da una torre, si entra nel secondo cortile; sopra la porta si trova un affresco datato 1321 che raffigura la Vergine che protegge i fedeli inginocchiati ai suoi piedi. Il terzo cortile, in posizione più elevata, si raggiunge salendo una ripida scaletta di legno; all’interno si eleva il mastio, ultimo baluardo di fensivo del castello. Verso destra una stanza archivoltata con colonne asimmetriche, avente funzione di corpo di guardia, conserva una ricca collezione di armature, spadoni, mazze ferrate, balestre, elmi e alabarde in dotazione ai soldati scaligeri. Un’elegante scala esterna ci consente di raggiungere l’abitazione del Signore, che inizia con la stanza detta Caminata per il grande camino che la caratterizza; da qui si passa alla stanza da letto, abbellita con un pregevole affresco del ‘200 con Crocifisso, Madonna e Maddalena. L’appartamento prosegue con la sala da pranzo imbandita con stoviglie e arredi d’epoca e con una stanzetta alle cui pareti sono appesi cinque ritratti: Mastino I della Scala, Cangrande della Scala, Dante Alighieri, Taddea da Carrara, moglie di Mastino II, Cansignorio della Scala, artefice delle principali fortificazioni della cittadina. Attraverso un’angusta porticina possiamo accedere ai camminamenti di ronda che consentono la salita fino alla sommità del mastio, punto più elevato del castello, da cui si può ammirare lo splendido panorama sulla Pianura Padana e sui Monti Lessini. Lasciato il castello e tornati nel centro cittadino, usciamo dalle mura attraversando Porta Vicentina che ci immette in Borgo Covergnino dove ci attende l’antica Chiesa di San Giorgio, edificio dell’XI secolo, con facciata che presenta un bassorilievo in pietra raffigurante San Giorgio nell’atto di trafiggere il drago. Sotto il bassorilievo è posizionata una lapide che ricorda l’indulgenza plenaria concessa da Papa Pio VII nel 1805 da lucrarsi tutti gli anni nel giorno 2 agosto. All’interno, sulla parete di sinistra, sono stati ritrovati affreschi raffiguranti l’ultima cena mentre sulla parete destra si nota l’affresco con San Giovanni Battista e San Lorenzo, patroni di Soave; sotto il soffitto dell’attuale porta d’ingresso si trovano le tracce del Cristo Pantocratore e diversi volti di profeti. Nell’angolo sinistro del presbiterio si può ammirare l’originaria acquasantiera, la cui posizione attesta che la chiesa in origine era girata in senso contrario. Sempre lungo la parete sinistra, poggiante sulla lastra di vetro che protegge gli scavi sottostanti, è collocata la statua, molto venerata, della Vergine del Carmelo, dal dolce sorriso e dalle vesti finemente lavorate.
L’Inviato Speciale